PEDA.UMANISTI

                          UMANESIMO  



L'umanesimo è un atteggiamento spirituale e culturale di un periodo storico. Le sue  origini sono da rintracciare in Italia.



Gli umanisti diffusero un atteggiamento di critica aspra della cultura medievale e l'esigenza correlativa di un pensiero nuovo è di una nuova concezione del mondo e della vita.

Secondo alcuni umanisti l'uomo è un essere che si colloca tra la natura è lo spirito. La cultura scolastica entro in crisi, l'indebolimento della scolastica era intesa come una riflessione razionale sul divino e allargo lo spazio per una linea di pensiero che affondava le sue radici nella tradizione patristica e che si prolunga nel medioevo. La conservazione della cultura Latina era giustificata dalla consapevolezza che in esse erano contenute varietà teologiche e morali che secondo alcuni trovavano compiuta espressione sono nella fede cristiana, senza essere in contrapposizione a quest'ultima.



I primi umanisti furono spesso personalità religiose formatesi a contatto con lo studio dei più autorevoli scrittori cristiani dell'epoca patristica punto la patristica diventò una di alternativa al corso assunto del pensiero medievale nelle grandi sedi universitarie della scolastica. Un elemento decisivo per l'affermarsi di atteggiamento ed è l'ideale umanistico fu la scoperta della lingua greca, ma anche il pensiero arabo medievale fu un tramite di assoluto rilievo per la genesi della cultura scolastica. I primi umanisti appresero direttamente la lingua greca da dotti bizantini venuti in occidente a insegnare, e grazie a essi scoprire un i tesori della letteratura.


La filologia è una disciplina che studia i documenti linguistico-letterali di una civiltà e le ricolloca. Esso sottolineo la necessità di un insegnamento delle discipline letterarie su basi profondamente rinnovate. La medievale gerarchia dei saperi cambio a favore di una concezione disposta a riconoscere il carattere autonomo dei singoli saperi. L'affermarsi delle scienze empiriche ( sapere basato sulla conoscenza ) determinò uno sviluppo senza precedenti del quadrivio e il riconoscimento di un istituzione tecnica dotata di sedie e di tempi specifici.


La figura di Francesco Petrarca: lui è una figura essenziale dell'Umanesimo che scrisse prevalentemente in latino. Petrarca ricorda i suoi anni di scuola la come un periodo poco stimolante per via della staticità delle forme dell'insegnamento tradizionale. La cultura umanistica rinascimentale ha promosso un ideale di ricerca continua tendenzialmente senza fine, proiettata nel futuro piuttosto che ancorata alle certezze del passato .





L'Umanesimo considera l'insieme degli insegnamenti impartiti da secoli nelle scuole tradizionali e persegui il proposito di una scuola e di un'istruzione prevalentemente letteraria attraverso un metodo adeguato è in vista delle finalità della vita civile. Si trattava della ripresa di contenuti culturali e pratiche pedagogiche le cui radici erano individuabili in autori come Platone, Cicerone, Agostino e Quintiliano. L'educazione dell'oratore descritta da Quintiliano divenne presto modello per i membri delle classi superiori.



Una debolezza dell'Umanesimo pedagogico fu il suo elitarismo (atteggiamento che mira la difesa degli interessi di un Elite, ovvero un gruppo ristretto). La serita degli studi e la possibilità di raggiungere livelli di eccellenza sconosciuti alle poche immediatamente precedenti impressionò moltissimo i contemporanei e orientò in modo decisivo la riflessione sull'educazione anche dei secoli successivi. Gli intellettuali assunsero il carattere di maestri che la classicità aveva attribuito ai grandi filosofi. La storia delle istituzioni scolastiche e formative tra il medioevo e la modernità può essere letta come il passaggio da un sistema costituito dalle grandi università ha un sistema fondato sull'organizzazione di moderni collegi di carattere residenziali.


La trasformazione dell'università: I Gli umanisti consideravano l'importanza degli studi come propedeutica all'impegno attivo dei giovani nella loro città, questo impegno era tuttavia privo di una serie intenzione di riformismo sociale. Gli intellettuali umanisti furono attenti al problema dell' organizzazione degli studi, rispetto alla quale riuscirono a formulare le proposte è più efficaci. La scuola umanistica è un luogo in cui si vive 24 ore su 24 e il maestro accanto alla trasmissione del sapere può promuove lo sviluppo morale dei giovani allievi. Gli umanisti riconoscevano ai giovani il diritto di esprimere la propria creatività nella consapevolezza della sua funzionalità anche alle esigenze dell'apprendimento. Il valore educativo accordato ai giochi appare come una delle più grandi intuizioni della modernità pedagogica degli umanisti.


San Bernardino da Siena influenzò profondamente i costumi diffusi, proponendo una visione dell'educazione mite è benevola, in sintonia con la visione della realtà cristiana e francescana che animava i suoi sermoni. A lui si deve una descrizione del rapporto tra genitori e figli molto meno severa e arcigna dei costumi del suo tempo, capace di influenzare positivamente la visione del rapporto educativo che gli umanisti avrebbero specificamente messa a punto. Secondo lui lo studio, doveva servire alla vita e andava considerato come un'occasione utile per migliorare la vita pratica spirituale. Bernardino insisteva sulla buona volontà e l'autodisciplina, anticipando temi che sarebbero ritornati per oltre un secolo negli scritti degli umanisti intorno all'educazione.





Papa Pietro Paolo vergerio fu l'autore del primo vero e proprio trattato pedagogico: De ingenius moribus et liberalibus studiis adulescentiae; sui quali esplicitava i valori fondamntali della cultura: la cultura e ciò che rende l'uomo autenticamente libero e va perseguita in modo disinteressato; quindi non si deve subordinare a nessun altro fine che alla cultura stessa.




Maffeo Vegio, autore del trattato pedagogico l'educazione dei figli e buoni costumi, propose di recuperare l'esempio di equilibrio incarnato dalla madre di Agostino Monica, dotata di raro talento pedagogico che le permise di raggiungere i suoi fini educativi attraverso la sapienza. Dalle più significative opere artistiche emergono questi punti caratteristici:

- l'educazione è legata soprattutto all'azione che far crescere interiormente il giovane;

- lo sviluppo personale è segnato dall'armonia proporzionata tra intelligenza ed esercizio fisico;

- educare significa saper attendere e usare con moderazione l'autorità;

- le discipline più educative sono quelle che introducono alla lettura e alla riflessione;

- il contesto al quale gli autori si rifanno è generalmente quello dei ceti colpi e aristocratici.





Vittorino da Feltre :la sua scuola divenne famosa per la personalità ricca di saggezza e di umanità del suo animatore, pronto ad accogliere solamente i meritevoli, quasi passando sopra il distinzioni di Ceto sociali. La sua scuola fu una delle poche che cercò di ampliare la cerchia di coloro che, anche se non benestanti, potevano accedere all'istruzione superiore. La casa di Vittorino, chiamata anche Zioiosa (ossia giocosa) si distingueva soprattutto per la sua atmosfera, seguendo un percorso di studi che recuperava il trivio è il quadrivio medievale, ma con il gusto della bellezza dell' espressione della cultura, del corpo e dello spirito, secondo i dettami più autentici della tradizione italiana rinascimentale. Vittorino ha rappresentato nella storiografia pedagogica il culmine dell'ideale educativo e ha realizzato con la massima efficacia pratica una pedagogia che esprimeva completamente l'ideale umanistico io a lungo andare una sostanziale involuzione.





Erasmo da Rotterdam
fu un teologo, filosofo e saggista olandese; scrisse un saggio intitolato "Elogio alla follia" nel quale espone il suo ideale morale e culturale, improntando a una sobrietà e semplicità spirituale che voleva essere la base di un rinnovamento della stessa fede religiosa. Erasmo fu sostenitore dell'ideale umanistico, sostenendo lo studio dei classici, la mitezza del rapporto tra maestro e allievi e l'importanza dei fattori psicologici nella formazione della personalità. Inoltre secondo lui un esperto precettore è utile per rendere l'apprendimento giocoso, graduale e confacente alle naturali inclinazioni dell'allievo.







Juan Luis Vives fu un sostenitore dell'educazione popolare, per la quale ipotizzò una prevalente connotazione tecnica, rivalutando una gamma di saperi che era stata trascurata. Juan considera l'educazione delle donne come possibile e socialmente auspicabile. L'educatore spagnolo elaborò anche una sorta di corriculum scolastico, e la sua pedagogia presta attenzione alla vita mentale degli allievi, all'età evolutiva e ai loro bisogni nello studio.


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