SOCIO. DAL NOVECENTO AI GIORNI NOSTRI

   LA MIGRAZIONE DELLA SOCIOLOGIA IN AMERICA




Anche se la sociologia si formata in Europa; a partire dai primi anni del Novecento.la sociologia ha registrato i progressi più significativi negli Stati Uniti d'America.

La sociologia statunitense si è resa autonoma da quella europea quando ha iniziato a 

caratterizzarsi come ricerca applicata alla soluzione dei problemi concreti che insorgono nella 

società industriale.





Furono i sociologi statunitensi, al principio del XX secolo, a condurre per primi le indagini finalizzate alla comprensione e alla soluzione di problemi concreti, determinati e circoscritti ad aree territoriali limitate.

La sociologia statunitense si è dimostrata più attenta alle esigenze della ricerca empirica, che talvolta conduce in maniera anche molto settoriale e circoscritta.



Chicago, una città-laboratorio :

Tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecentogli Stati Uniti offrono un quadro diverso dall'Europa.

Lo sviluppo urbano e quello  industriale sono imponenti e l'immigrazione è uno dei nodi centrali che le amministrazioni localiquelle centrali si trovano a dover sciogliere.

Si costruiscono i grattacieli e si rafforzano prepotentemente le vie di trasporto.

Nel 1871 un terribile incendio devasta la città di Chicago e, i quartieri vengono concepiti alla piano di aree non comunicanti tra loro; e le conseguenze : da una parte i ricchi e dall'altra i poveri, con un'estrema variabilità etnica.




 La Scuola di Chicago:

Nasce la  "Scuola di Chicago", la prima scuola sociologica americana, tra l'inizio del XX che è un secolo che  produrrà un numero rilevante di ricerche d'alto livello.





La fama ottenuta dalla Scuola di Chicago è dovuta all'originalità con cui essa si dedicò a tematiche che fino ad allora nessuno aveva considerato importanti : la composizione della popolazione delle città e dei quartieri in termini di etnia e di classe sociale.


Tipico della Scuola di Chicago fu un approccio ecologico ai problemi sociali, perché la 

città veniva considerata come un sistema vivente unico, costituito dalle persone e dall'ambiente.

 

Alcuni degli autori della Scuola mettono in rilievo evoluzionistica che gli abitanti di centro urbano sono tesi a competere con gli altri per sopravvivere e che trionfa chi è capace di adattarsi meglio alla nuova 

situazione. Altri evidenziano come i processi sociali siano influenzati dalla disposizione e dalla strutturazione degli spazi. 





Gli studiosi del Dipartimento di sociologia di Chicago non si accontentarono di condurre le loro ricerche ,essi si avvicinarono frequentemente ai problemi con una sensibilità e una strumentazione concettuale etnografiche: si recarono "sul posto" per ottenere le informazioni che cercavano, raccogliendo testimonianze di "prima mano" e talora affidandosi all'osservazione partecipante. 






Si resero conto, che le relazioni sociali e i caratteri culturali sono strettamente connessi con l'ambiente nel quale le persone vivono .





Grazie a questa svolta pragmatica la sociologia inizia in quel periodo a proporsi anche come 

strumento a disposizione dell'amministratore pubblico per cercare di governare meglio evoluzioni, 

tensioni, sacche di arretratezza all'interno della società. Conoscere concretamente la struttura 

demografica e le condizioni di vita di un quartiere ad alto rischio di delinquenza può far capire, per 

esempio, quali interventi preventivi possano contrastare l'ulteriore sviluppo della criminalità.








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