ANTRO.MALINOWSKI
MALINOWSKI E LA TEORIA
STRUMENTALE DELLA CULTURA
In Gran Bretagna lo sviluppo dell'antropologia accademica avvenne prima che in ogni altro Paese. Le università inglesi istituirono già nell'Ottocento cattedre di Antropologia culturale, la prima delle quali tu quella di Tylor a Oxford.
L'interesse per i popoli «primitivi» andava di pari passo con l'espansione e il consolidamento del grande impero britannico: dall'Africa all'America centro-meridionale, dall'India all'Oceania. Il concetto di cultura fu sopravanzato, in Gran Bretagna, da quello di «struttura sociale», Gli antropologi britannici si concentrarono infatti sullo studio delle relazioni sociali e su come le società
costituissero degli insiemi complessi e integrati.
Nuove metodologie: William H. Rivers In Gran Bretagna, uno dei primi a dare risposte precise in tal senso William H. Rivers (1864-1922). Medico di formazione, partecipo nel 1898 a una spedizione antropologica nel Pacifico. Da allora Rivers si dedico all'antropologia e sviluppo interessanti metodi di ricerca, insegnando all'Università di Cambridge.
Egli sosteneva che, per studiare una comunita «primitiva», bisognava abitare in loco per un lungo periodo. Secondo Rivers, era inoltre necessario scegliere una comunità numericamente ristretta in modo da poter conoscere tutti personalmente e studiare da vicino i rapporti di parentela, cosi importanti nell'organizzare e orientare la vita sociale delle popolazioni «primitive».
dedicato appunto alla vita dei Trobriand. Lo studio intensivo dei Trobriand ebbe un riflesso importante sulla teoriadella cultura. Malinowski cominciò a pensare, anche sotto la spinta della tradizione precedente, in termini di società "integrate funzionalmente". Le istituzioni politiche, il diritto, i miti, i riti, l'economia ecc. non erano aspetti a sé stanti, ma tutte cose che insieme contribuivano al 'funzionamento' della società; nessuno di questi aspetti doveva essere trascurato; al contrario, tutti
dovevano essere presi in considerazione, se lo scopo era giungere a una visione complessiva e non parziale della vita di una comunità.
La cultura come «tutto integrale» e «apparato strumentale»: La visione della cultura di Malinowski è contenuta in Teoria scientifica della cultura del 1944, dove lo studioso definisce la cultura come «il tutto integrale consistente degli strumenti e dei beni di consumo, delle idee e delle arti, delle credenze e dei costumi». Malinowski definisce la cultura come un «tutto integrale», come Ruth Benedict, ma con la differenza, rispetto a quest'ultima, che per Malinowski la cultura non è solo fatta di simboli, di valori e di concetti, ma anche di relazioni sociali, politiche, economiche ecc.
La magia e i «fini desiderati» dell'uomo: A queste premesse è da ricondurre la teoria di Malinowski relativa alla magia, esposta in un altro libro postumo: Magia, scienza e religione (1948).
In questo lavoro, dopo aver respinto le teorie evoluzioniste che vedevano nella magia un tentativo di manipolare i fenomeni naturali, Malinowski propone di considerare la magia come una risposta emotiva a una situazione non controllabile.
lo scopo della magia è mettere «l'uomo in grado di compiere con fiducia i suoi compiti importanti, di mantenere il suo equilibrio [..]. La funzione della magia è, insomma, quella di ritualizzare l'ottimismo dell'uomo».
L'influenza di Malinowski come ricercatore sul campo fu notevolissima. Generazioni di studiosi e di ricercatori continuarono a richiamarsi a lui, sia in Europa sia in America, specialmente come a una figura ideale di ricercatore sul campo.
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