PSI.AUTISMO
AUTISMO :UNA PSICOSI INFANTILE
La psicosi più temuta :Le psicosi in età evolutiva occupano un posto di grande rilievo sia per le ricadute familiari, sia per il loro impatto sociale. Tra queste, la forma più nota e temuta è certamente l'autismo.
Nel 1943 venne formulata la prima definizione di sindrome autistica: una forma di psicosi piuttosto rara la cui sintomatologia è contrassegnata da profondo isolamento sociale, gravi insuccessi nello sviluppo del linguaggio e conseguente incapacità di instaurare un adeguato sistema di comunicazione ,con preferenza per comportamenti rituali o compulsivi, disturbi cognitivi eccetera.
Cause organiche, biologiche, psicologiche: Le ipotesi relative alle origini di questa psicosi infantile non sono concordanti. Possono essere le possibili cause organiche di questo tipo di psicosi infantile, per esempio riconducendole a eventuali anomalie in alcune aree cerebrali. Un contributo alla ricerca in tal senso e stato dato dalla scoperta dei neuroni a specchio, particolari tipi di neuroni, cioè cellule specializzate nella raccolta e nella conduzione degli impulsi nervosi : gli studi hanno dimostrato che nei bambini autistici si attivano in modo carente.
Altri studiosi attribuiscono l'autismo a una incapacità biologica di provare attaccamenti emotivi, che si manifesta prevalentemente nelle famiglie i cui genitori sono emotivamente impassibili. Stando a questa teoria, quindi, la causa dell'autismo è da ricercarsi nella freddezza e nel distacco dei genitori.
A questa ipotesi si contrappone la tesi secondo cui la causa dell'autismo va ricercata in uno specifico tratto distintivo dell'educazione.
"perfetto", vale a dire un bambino che obbedisce, che esegue, ma che non ha esigenze proprie.
Lo psichiatra austriaco Bruno Bettelheim (1903-1990), invece, assume una posizione intermedia, che supera la contrapposizione fra l'origine organica e quella psichica dell'autismo; egli infatti ribadisce che il ruolo dei genitori è fondamentale per evitare che il bambino si chiuda in se stesso.
I comportamenti del bambino autistico :Dal punto di vista clinico le opinioni degli studiosi sono invece molto più concordanti. Fin dalla nascita è facile riscontrare nei bambini autistici comportamenti diversi e anomali.
Questi neonati mostrano una totale indifferenza verso il mondo esterno e, quindi, non stabiliscono rapporti con gli altri. Due atteggiamenti in particolare suggeriscono una precoce diagnosi di autismo:
il bambino tende a incurvare la schiena per allontanarsi dalla persona che lo accudisce, onde evitare il contatto fisico, e rimane passivo, col corpo abbandonato, quando viene preso in braccio; a volte si assiste a un atteggiamento di ira e di violenta resistenza al contatto fisico-affettivo.
La maggioranza di loro diventano anaffettivi: non sorridono, si oppongono visibilmente a qualunque manifestazione d'affetto; la mancanza di interesse per qualunque stimolo, sia uditivo che visivo, si fa sempre più evidente. Successivamente, può iniziare a manifestarsi un tipo di "ritualità" tipica dell'autismo: il bambino inizia a dondolarsi, senza reagire ad alcun tipo di comando, fino ad arrivare a picchiare la testa contro la culla o a sbattere il palmo della mano sul seggiolone. Durante lo sviluppo dei primi anni di vita, questi bambini si comportano in modo contraddittorio: una parte di loro possono raggiungere alcune tappe dello sviluppo (parlare, gattonare o camminare) molto in anticipo rispetto alla media, mentre altri con considerevole ritardo.
Le conseguenze sullo sviluppo: La mancanza di relazioni e di comunicazione con il mondo esterno implica che questi soggetti non attraversano quelle comuni fasi di distensione nel rapporto con i genitori o di paura verso il mondo esterno: sono segnati dall'apatia e dall'indifferenza, il loro sguardo è nel vuoto.
Nel corso dell'infanzia, i bambini autistici mostrano, rispetto ai coetanei, notevoli difficoltà nella comunicazione, nella socializzazione e nella percezione emotiva. In questo periodo iniziano a manifestarsi comportamenti disfunzionali, autostimolatori , ripetitivi e non finalizzati (per esempio, pizzicarsi la cute di un braccio), autolesionistici (per esempio mordersi le mani, picchiare la testa con violenza).
A questo si lega l'esigenza, da parte di questi bambini, di mantenere il loro ambiente costante (caratteristica dell''immutabilità"): per esempio, vogliono mangiare e bere lo stesso cibo a ogni pasto, vestire sempre certi abiti o pretendere che altri lo facciano, andare a scuola percorrendo sempre la stessa strada.
I tentativi, seppur prudenti, di far cambiare loro abitudini possono scatenare reazioni d'ira violenta.
La forte resistenza al cambiamento e il comportamento ripetitivo, oltre a rendere difficili sia la vita scolastica sia quella sociale, possono nascondere un'incapacità di comprendere nuove situazioni e di confrontarsi con esse.
Con il passaggio alla pubertà, si possono manifestare nuovi disturbi: circa il 20% dei bambini autistici sperimenta per la prima volta le convulsioni, dovute probabilmente a variazioni ormonali. In questa delicata fase dello sviluppo altri problemi comportamentali possono aggravarsi e diventare più
frequenti.
Essere autistici oggi :Fino a qualche anno fa il destino dei bambini autistici sembrava segnato: molti di loro venivano infatti ricoverati in strutture idonee alla loro cura. Oggi, invece, ai genitori e ai bambini possono essere offerte diverse possibilità di sistemazione, più flessibili, che vanno incontro alle esigenze e alle peculiarità di ognuno.
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