PSI.AUTISMO

    AUTISMO :UNA PSICOSI INFANTILE



La psicosi più temuta :Le psicosi in età evolutiva occupano un posto di grande rilievo sia per le ricadute familiari, sia per il loro impatto sociale. Tra queste, la forma più nota e temuta è certamente l'autismo.






Il termine autismo fu coniato nel 1911 per descrivere individui completamente assorbiti dalle proprie esperienze interiori, con una conseguente perdita d'interesse per la realtà esterna.

Nel 1943 venne formulata la prima definizione di sindrome autistica: una forma di psicosi piuttosto rara la cui sintomatologia è contrassegnata da profondo isolamento sociale, gravi insuccessi nello sviluppo del linguaggio e conseguente incapacità di instaurare un adeguato sistema di comunicazione ,con preferenza per comportamenti rituali o compulsivi, disturbi cognitivi eccetera.



Cause organiche, biologiche, psicologiche: Le ipotesi relative alle origini di questa psicosi infantile non sono concordanti. Possono essere le possibili cause organiche di questo tipo di psicosi infantile, per esempio riconducendole a eventuali anomalie in alcune aree cerebrali. Un contributo alla ricerca in tal senso e stato dato dalla scoperta dei neuroni a specchio, particolari tipi di neuroni, cioè cellule specializzate nella raccolta e nella conduzione degli impulsi nervosi : gli studi hanno dimostrato che nei bambini autistici si attivano in modo carente.






Altri studiosi attribuiscono l'autismo a una incapacità biologica di provare attaccamenti emotivi, che si manifesta prevalentemente nelle famiglie i cui genitori sono emotivamente impassibili. Stando a questa teoria, quindi, la causa dell'autismo è da ricercarsi nella freddezza e nel distacco dei genitori.

A questa ipotesi si contrappone la tesi secondo cui la causa dell'autismo va ricercata in uno specifico tratto distintivo dell'educazione.




Come afferma Leon Eisenberg (1922-2009), i genitori di questi bambini vogliono avere un bambino

"perfetto", vale a dire un bambino che obbedisce, che esegue, ma che non ha esigenze proprie.

Lo psichiatra austriaco Bruno Bettelheim (1903-1990), invece, assume una posizione intermedia, che supera la contrapposizione fra l'origine organica e quella psichica dell'autismo; egli infatti ribadisce che il ruolo dei genitori è fondamentale per evitare che il bambino si chiuda in se stesso.



I comportamenti del bambino autistico :Dal punto di vista clinico le opinioni degli studiosi sono invece molto più concordanti. Fin dalla nascita è facile riscontrare nei bambini autistici comportamenti diversi e anomali.




Questi neonati mostrano una totale indifferenza verso il mondo esterno e, quindi, non stabiliscono rapporti con gli altri. Due atteggiamenti in particolare suggeriscono una precoce diagnosi di autismo:

il bambino tende a incurvare la schiena per allontanarsi dalla persona che lo accudisce, onde evitare il contatto fisico, e rimane passivo, col corpo abbandonato, quando viene preso in braccio; a volte si assiste a un atteggiamento di ira e di violenta resistenza al contatto fisico-affettivo.


La maggioranza di loro diventano anaffettivi: non sorridono, si oppongono visibilmente a qualunque manifestazione d'affetto; la mancanza di interesse per qualunque stimolo, sia uditivo che visivo, si fa sempre più evidente. Successivamente, può iniziare a manifestarsi un tipo di "ritualità" tipica dell'autismo: il bambino inizia a dondolarsi, senza reagire ad alcun tipo di comando, fino ad arrivare a picchiare la testa contro la culla o a sbattere il palmo della mano sul seggiolone. Durante lo sviluppo dei primi anni di vita, questi bambini si comportano in modo contraddittorio: una parte di loro possono raggiungere alcune tappe dello sviluppo (parlare, gattonare o camminare) molto in anticipo rispetto alla media, mentre altri con considerevole ritardo.



Le conseguenze sullo sviluppo: La mancanza di relazioni e di comunicazione con il mondo esterno implica che questi soggetti non attraversano quelle comuni fasi di distensione nel rapporto con i genitori o di paura verso il mondo esterno: sono segnati dall'apatia e dall'indifferenza, il loro sguardo è nel vuoto.

Nel corso dell'infanzia, i bambini autistici mostrano, rispetto ai coetanei, notevoli difficoltà nella comunicazione, nella socializzazione e nella percezione emotiva. In questo periodo iniziano a manifestarsi comportamenti disfunzionali, autostimolatori , ripetitivi e non finalizzati (per esempio, pizzicarsi la cute di un braccio), autolesionistici (per esempio mordersi le mani, picchiare la testa con violenza).





Spesso questi bambini manifestano
anche problemi del sonno, dell'alimentazione e deficit dell'attenzione. Grazie a una maggiore informazione e alla diffusione della rete dei servizi psicologici sul territorio, oggi i genitori riescono a valutare con maggiore tempismo i comportamenti di un bimbo che offre i primi segnali di questo disturbo: il suo modo insistente, ripetitivo e perseverante di muoversi è molto caratteristico.




A questo si lega l'esigenza, da parte di questi bambini, di mantenere il loro ambiente costante (caratteristica dell''immutabilità"): per esempio, vogliono mangiare e bere lo stesso cibo a ogni pasto, vestire sempre certi abiti o pretendere che altri lo facciano, andare a scuola percorrendo sempre la stessa strada.

I tentativi, seppur prudenti, di far cambiare loro abitudini possono scatenare reazioni d'ira violenta.

La forte resistenza al cambiamento e il comportamento ripetitivo, oltre a rendere difficili sia la vita scolastica sia quella sociale, possono nascondere un'incapacità di comprendere nuove situazioni e di confrontarsi con esse.





A volte, il comportamento totalmente isolato del bambino autistico può far nascere il dubbio che abbia problemi di udito: spesso infatti non risponde ai richiami, ignora i suoni forti, non obbedisce a direttive verbali; possono passare molti anni prima che risponda prontamente quando lo si chiama per nome.

Con il passaggio alla pubertà, si possono manifestare nuovi disturbi: circa il 20% dei bambini autistici sperimenta per la prima volta le convulsioni, dovute probabilmente a variazioni ormonali. In questa delicata fase dello sviluppo altri problemi comportamentali possono aggravarsi e diventare più

frequenti.


Essere autistici oggi :Fino a qualche anno fa il destino dei bambini autistici sembrava segnato: molti di loro venivano infatti ricoverati in strutture idonee alla loro cura. Oggi, invece, ai genitori e ai bambini possono essere offerte diverse possibilità di sistemazione, più flessibili, che vanno incontro alle esigenze e alle peculiarità di ognuno.




Molti di questi
soggetti continuano a vivere con i genitori oppure in case di residenza, altri vivono in modo semi-indipendente (per esempio in case-famiglia, ovvero gruppi all'interno di una stessa abitazione, con personale specializzato), mentre alcuni riescono a condurre una vita del tutto indipendente. Infatti è bene evidenziare che molti ragazzi autistici riescono a frequentare l'università, e nel lavoro possono diventare estremamente affidabili e coscienziosi. Anche la psicofarmacologia ha conosciuto un grande sviluppo, e oggi sono disponibili farmaci, usati anche per le psicosi degli adulti, che hanno un ridotto carico di effetti collaterali e contribuiscono a stemperare una buona parte della sintomatologia, per esempio le ritualità e l'aggressività.


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